09/02/2012
Aiutiamoci a vivere
Dona un sorriso a chi dimora in silenzio
Riscalda l’eterna notte di chi non può vedere il sole
Bagna di pioggia nuova e fresca
chi giace in terra nel deserto
Togli le lacrime di chi non sa rialzarsi
Regala il coraggio a coloro che vivon di paure
Insegna la vita a chi non sa ascoltare e rimane immobile lì ad aspettare
Dai forza a chi sta seduto nelle tenebre della diversità
Prendi l’amore e portalo al cuore di chi
non riesce a cambiare …
Questa settimana la vetrina di "Attimi" non vuole solo premiare un testo raffinato e pregevole, ma porre una sincera riflessione sui valori della nostra società. Attraverso questa poesia di "Poetanelcuore" i messaggi di speranza racchiusi in ciascuno di noi vengono alla luce, come cristalli che irradiano i loro riflessi se illuminati dal sole.
L'autore si va voce della povertà, di quei silenzi che non chiedono risposte, se non sorrisi di coraggio, e gesti di pura bontà. Nella nostra società ci sono ogni giorno scene che non vorremmo mai vedere, atti di teppismo, delinquenza, discriminazioni sociali, nessuno può darci una mano a combattere queste piaghe, siamo noi stessi che dobbiamo rimboccarci le maniche, e offrirci volontari a chi ci chiede aiuto.
Una poesia come questa, dagli altissimi valori morali e umanitari andrebbe letta nelle scuole, affinché le nuove generazioni possano comprendere dove orientare le loro energie, invece che sperperarle in crimini contro la società, danneggiando talvolta un patrimonio umanitario che da secoli rappresenta la nostra storia. Ci sono moltissimi giovani che già seguono questi buoni esempi, ma ancora non basta, serve l'aiuto di tutti, servono quelle mani tese verso il sofferente che muore all'angolo di un bar, verso quell'uomo solo che non riceve aiuto solo perché nessuno si fida di lui.
Questi esempi sono racchiusi nelle gemme di questa pregevole poesia, un vero canto d'Amore che varca le porte del silenzio, e si fa voce di speranza per chi speranza non ha.
Fare poesia non è soltanto fare dediche all'amata, o narrare le solitudini dell'io, ma anche farsi voce di un popolo, ascoltare la sua rabbia, fino a invocare quella bontà che allievi le sofferenze dei loro sguardi spenti. Ecco perché abbiamo scelto questa poesia, un vero esempio di come fare dell'arte, trasportando le speranze dell'oggi nell'orgoglio del nostro domani.
I miei più sentiti complimenti all'autore.
(Massimo Verrina)
***
La prenderò come esempio... per me! Piaciutissima!!!!!!
(Maximo)
11:56 Scritto da: francescoluca in poesia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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